VOLUNTARY DISCLOSURE: TORNA D’ATTUALITÀ L’IPOTESI DI RIAPERTURA

Continua a rimanere d’attualità il tema della riapertura dei termini della collaborazione volontaria per il rientro dei capitali. I segnali sono molteplici. Da una parte, il maggiore quotidiano economico nazionale commenta che «il cantiere della Voluntary Disclosure bis inizia a viaggiare spedito» e la stampa di settore sostanzialmente conferma.  Dall’altra, le stime di gettito in via di definizione valutano tra 1 e 2 miliardi il possibile contributo alle casse dello Stato, ora alle prese con le clausole di salvaguardia ed il possibile aumento dell’Iva.

I termini sono stretti. Oltre novanta Paesi – e tra questi anche alcuni storicamente “opachi” – hanno annunciato che dal 2018 adotteranno lo standard Ocse per lo scambio automatico di informazioni fiscali. Quindi, provvedimento “bis” per il 2017. Ma si parla anche di mettere la Voluntary Disclosure “a regime”, facendola diventare un istituto permanente, come il ravvedimento operoso. Magari nell’ottica di sviluppare un programma di «Cooperative compliance» strutturato per le necessità del neonato ufficio grandi patrimoni dell’Agenzia delle entrate.

Ecco come funziona in alcuni dei principali Paesi:

  • CANADA: Voluntary Disclosure permanente e di applicazione generale su tutte le irregolarità fiscali commesse.
  • USA: prevista una misura strutturale introdotta dopo i provvedimenti temporanei del 2009 e 2011. Il dichiarante che non riesce a sostenere tutta la spesa può concordare un piano di rientro con l’amministrazione fiscale.
  • GERMANIA: dal 1° gennaio 2015 sono entrate in vigore nuove regole strutturali che hanno consentito nei primi sei mesi un gettito di 52 milioni, derivante soprattutto dagli asset detenuti in Svizzera. Se l’evasione supera i 25mila euro per ciascun illecito fiscale o in casi di particolare serietà è prevista un’extra-multa.
  • SPAGNA: la manovra del 2012 ha introdotto una sanatoria sui beni detenuti in Spagna o all’estero alla data del 31 dicembre 2010. Dal 2003 è inoltre in vigore una misura strutturale che riguarda qualunque violazione tributaria, incluse quelle sulle dichiarazioni dei beni all’estero, pagando le imposte evase con gli interessi, oltre a una sanzione.
  • GRAN BRETAGNA: dal settembre 2009 al 31 dicembre 2015 è stata in vigore la «Liechtenstein disclosure facility». Scade invece a settembre la Voluntary Disclosure sui capitali detenuti nelle isole di Man, Guernsey e Jersey. Dal 2012 è in vigore un provvedimento strutturale, la «Contractual disclosure facility», per qualunque violazione tributaria.

 

Ritornando alla prima fase, l’Agenzia delle entrate ha disposto modalità di accertamento più leggere per le domande sotto al milione di euro, per le quali i controlli saranno sostanzialmente volti a verificare che il professionista abbia operato correttamente.

Nel monitorare da vicino l’evoluzione della normativa, i professionisti del team STS possono fin d’ora accompagnarvi nella valutazione della vostra posizione.